Mi rendo conto che viviamo in due mondi diversi, lui è abituato al suo gruppo ristretto di amici della Laconia, io a stare da solo. Così è successo che ha cercato di inserirmi nel suo gruppo, per parlare di non mi ricordo quale argomento, io mi sono trovato in una situazione di disagio. Non riuscivo, come al mio solito, a dire una parola e me ne sono andato via. Mi era dispiaciuto perchè era stato gentile ed io mi sono comportato praticamente da asociale. Ma alla fine è stato un episodio irrilevante.
Una volta è capitato di vederlo dalla vetrata della facoltà ed avevo fatto in modo da passare davanti a lui in modo che mi vedesse, senza che potesse capire che l'avevo visto, sono andato a sedermi in una panchina e poco dopo lui è venuto a sedersi vicino a me, mi ricordo benissimo quello sguardo un po' intimorito, come se avesse paura di essere inopportuno, parliamo un po' ma non ci diciamo molte cose.
La seconda settimana è stata abbastanza deprimente, lui diventa molto amico di un ragazzo, Giasone, fantastico che abbiano una storia assieme, in effetti si comportano come se così fosse, stanno sempre assieme, loro due soli, si isolano dai colleghi universitari.
Da quel giorno cerco inutilmente di non dargli importanza, ad uno ad uno conosco quasi tutti i miei colleghi universitari, però nei miei pensieri sta sempre lui. Mi chiedo se possa essere davvero gay come mi lascia pensare o se è soltanto un etero introverso che si è interessato a me perchè gli ispiravo amicizia o qualcosa del genere, se stanno insieme davvero o sono amici perché magari hanno una certa empatia o chissà cosa, infondo anche Giasone è molto introverso, anche più di me, ricorda me qualche anno fa.
Nei giorni seguenti avviene la visita all'orto botanico, proprio all'ingresso c'è lui seduto e mi saluta con un sorriso, sarebbe bastato quello per farmi star bene per tutta la giornata…
Ma non finisce lì, all'orto cerco di stargli vicino, ma non riesco a dirgli niente, vedo un albero secco e faccio una battuta, e lui risponde con un "eh…" che significa che vorrebbe rispondermi ma non sa cosa dire, capisco subito che anche lui è un ragazzo introverso. Alla fine della visita ci dividiamo, lui scende giù ed io salgo su, vado alla fermata dell'autobus e proprio sull'autobus lo ritrovo.
Aveva preso l'autobus alla fermata precedente… mi nota e sembra davvero contento di vedermi, mi siedo vicino a lui e parliamo, mi dice che viene dalle alture dalla Laconia, e qualche altra cosa di sé, i nostri discorsi non saranno mai lunghi e logorroici, saremo sempre tutti e due troppo imbarazzati per parlare…
Il mio problema con lui è questo, quando sto con lui vorrei stringerlo a me, baciarlo e abbracciarlo, vorrei dirgli tante cose, ma nella realtà mi imbarazzo tantissimo e non trovo mai le parole da dirgli, potrebbe essere così anche per lui.
Dovrei studiare per dare gli esami a settembre ma non ne ho voglia…
Avevo deciso di studiare ad agosto per essere in regola prima dell'inizio delle lezioni, ma fa troppo caldo… e sto pure lavorando…
a voi non capita mai? :-)
Stentore è il ragazzo che è stato più nei miei pensieri di quest'ultimo anno, non so ancora come andrà a finire con lui, perché conto di rivederlo in autunno quando ricominceranno le lezioni universitarie.
Ma è meglio partire dal giorno che l'ho visto per la prima volta.
Il primo giorno delle lezioni io mi ero seduto in fondo, mentre la professoressa spiegava il programma del corso di studi io ero distratto da questo ragazzo seduto da solo qualche posto davanti a me. Mi colpisce subito, non è particolarmente bello, però ha qualcosa che mi piace, ha degli occhioni languidi, i capelli che si arricciano delicatamente, non è molto alto, poco più di me ed è magro anche se non quanto me.
Vedo che ogni tanto si volta guardando verso dov'ero seduto, mi chiedo se mi abbia notato.
Il secondo giorno mi siedo vicino a dove era seduto lui il giorno prima, sperando che si risieda dov'era seduto e così avviene, spero per tutte le ore della lezione che mi rivolga la parola e infatti mi chiede delle cose su una lezione, niente di particolare ma almeno ci siamo scambiati la parola. Ha una voce abbastanza profonda, con un vistoso accento delle montagne.
Noto che ogni tanto si gira verso di me, quando hanno passato il foglio delle firme ha guardato come mi chiamavo, così come avevo fatto io.
Ho deciso di aprire un mio blog...
Ho voglia di scrivere… di parlare un po' di me e di ciò che mi piace e ciò che mi da fastidio, di esprimere le mie sensazioni e di condividere opinioni…