Giuro che al prossimo che mi dirà frasi del tipo: "mi piacerebbe che diventassimo amici", "vedrai che avremo modo di rincontrarci", "mi piacerebbe approfondire la nostra conoscenza" o "ci tengo a te" lo faccio torturare da Torquemada (per gli ignoranti, un mio ex amante esperto in sadomaso) preferisco le persone che sono più superficiali, ma più oneste da dirti di non prometterti nulla e che ti fanno capire che per loro incontrarti è poco più di un passatempo o un diversivo, da loro non ti aspetti nulla. Diverso è quando il tizio pretende qualcosa di più, dopo frasi del tipo "io non ho nemmeno un amico gay, tu saresti il primo" ti aspetti un comportamento più serio, e invece no, fanno la stessa fine: spariscono.
Quando inizi a pensare di aver trovato una persona diversa, uno con cui poter fare realmente amicizia ed inizi ad affezionarti succede questo, alla fine ognuno di loro diventa "uno dei tanti", non mi spreco in paranoie, tanto alla fine verrano tutti "archiviati" e li dimenticherò.
Però sul momento io ci rimango male, perché se incontro persone di questo tipo il motivo è sempre lo stesso: mi sento solo. Ma nonostante questo se il signorino si dovesse far vivo non gli risponderò nemmeno, tanto lo riconoscerò anche se ho già cancellato il numero dal cellulare.
In queste settimane che non ho scritto ho rivisto il biologico, ma lui non ha degnato di un minimo sguardo. Probabilmente è successo questo: il giorno che mi aveva salutato probabilmente mi ha scambiato per un altro, e da allora si imbarazza quando mi vede…
per il resto con Ulisse non è successo niente, non solo nell'amicizia tra noi ma soprattutto in me.