
come vedete il mio corregionale sta già perdendo d'interesse... a novembre sarà già sostituito dal prossimo tizio dotato di empatia ormonale...
Volete un gelato... o un gelataio? Questo che vedete sdraiato sul carretto ve lo sconsiglio: in pochi minuti si è scaccolato due volte, ha sputato varie volte per terra e si è pure tolto il cerume! Si stava maneggiando e si vedeva una vistosa erezione. E' quello che, dalle mie parti, si definisce "caddozzo"...

Non mi piacciono i nomi composti, i vari Gian- Pier- ecc...
Non mi piacciono i nomi troppo comuni come Paolo, Marco, Massimo, Andrea ecc...
Non mi piace la maggior parte dei nomi che finisce in -ele.
Non mi piacciono i nomi troppo lunghi.
Non mi piacciono i nomi Giovanni e Giuseppe che mi sanno di pastore.
Mi piacciono i nomi come Giulio, Dario, Alessandro, Ettore... in particolare i nomi di origine greca-latina ...
1) I tipi che ti fissano come fossi un cartello stradale.
2) Nicolas Hulot, quel tipo bruttissimo che sembra il benzinaio del paese che fanno vedere nei documentari di Quark (in realtà lo invidio perchè va in posti fighi)
3) Quei tipi che, come arrivano nelle loro macchine, la prima cosa che fanno è accenderle, e non partono se non dopo mezz'ora per sistemare tutte le loro schifezze, giusto per riscaldare un po' l'ambiente e consumare benzina inutilmente.
Nella mia vita ci sono stati due periodi veramente brutti, il primo è stato quello delle scuole medie, il secondo è quello della prima carriera universitaria fallita in modo deprimente. In entrambi i casi sono stati periodi di tre anni in cui ci sono stati vari eventi che si sono avvicendati e questi periodi si sono conclusi cambiando radicalmente le cose. Ci sono stati dei momenti precisi in cui è iniziato tutto, potrei dare pure delle date: il 19 settembre 1994, prima media. All’entrata della scuola scopro che io sono in una sezione e i miei amici delle elementari sono tutti nell’altra, e coi nuovi compagni di scuola non farò amicizia, con qualcuno farò amicizia dopo, quando andremo al liceo, ma le medie le ho passate senza aver un amico. Sono cose che ti segnano anche più di qualcosa di più profondo e intimo come l’omosessualità. Poi è stato anche il periodo in cui incominciavo a capire di essere omosessuale, quel lungo percorso che si concluderà con un bacio anni più tardi. E’ stato anche qualcosa che mi ha fatto maturare, lo capisco attualmente da miei coetanei che pensano che fare sesso sia mettere una spina in una presa, li trovo così infantili, non sanno cosa si perdono! Poi c’è stato il rapporto coi miei, sempre pessimo, ora è distaccato e forse è meglio così. La seconda data è il 7 ottobre 2002, l’inizio della mia prima carriera universitaria, finita perché un professore non mi faceva passare un esame per motivi sconosciuti. Vedevo degli emeriti idioti passare quell’esame senza aver capito nulla ed io invece mi ritrovavo stranamente le domande più difficili, con interrogazioni che duravano anche un’ora e mezza, dodici esercizi quando al massimo ne chiedeva nove, interrogato alle dieci di sera quando l’esame era previsto alle 9 di mattina… Pensate che se fossi riuscito a laurearmi avrei potuto prendere parte ad un’importante scoperta scientifica di cui si è parlato anche sulla rivista Science. Ma non ho rimpianti, forse solo quello di aver perso momenti di felicità buttati al vento. Ho già scritto il resto nel post “Coeranos 19enne”. Quello che non ho mai sopportato è l’indifferenza altrui, è una delle cose che mi hanno fatto più male ed è il motivo per cui ho lasciato che qualcuno infierisse su di me per aumentare il proprio ego. Ma oggi è diverso, mi sono vendicato! Però se guardo a come sono ora ho paura di un terzo periodo, e che arrivi in modo più subdolo, come un lento smottamento. Mi sono detto che devo stabilire una data e se per quel giorno la situazione continuerà ad essere questa lenta caduta dovrò dire “eh no, adesso si cambia!”
Senza volerlo, questa ragazza è diventata uno di quei personaggi che non necessitano del cognome per essere identificati. Era una ragazza quando un incidente l'ha cristallizzata in uno stato di perenne agonia, che non è nè vita nè morte, ma qualcosa di artificiale che i progressi della medicina hanno saputo creare. Adesso è una donna Eluana, una donna che non ha mai vissuto tutti questi anni, che è ormai costretta ad essere un meccanismo biologico tra meccanismi meccanici. La chiesa, nella sua arroganza di chi pretende di stabilire cos'è giusto anche per gli altri, vuole costringerla a questa agonia; nonostante il parere contrario del padre. E così, tra le leggi confuse e vecchie, tra i moralismi attuali Eluana rimane in questo stato indefinito in cui rimarrà fino a quando il suo organismo non terminerà di far circolare il sangue e di svolgere le varie attività biologiche. Eluana non pensa, non soffre. La sua mente non esiste più, del cervello è rimasta vitale soltanto la parte delle funzioni vegetative. Al contrario di chi vuole fare credere disonestamente il contrario, cercando di suscitare facili emozioni. Chi è religioso pensa che esista un'anima spirituale che nel caso di Eluana sarebbe ancora contenuta nel suo corpo. Ma quando parliamo di mente, di coscienza non stiamo parlando di religione ma di neuroscienze, e se le superstizioni religiose creano un contrasto è la religione che deve fare un passo indietro. Quello che dovrebbe contare di più sono i pareri delle persone coinvolte. E se hanno deciso che la lunga agonia di Eluana deve finire significa che è ciò che sentono. Non è eutanasia, è rifiuto dell'accanimento terapeutico.
Io penso che la chiesa si accanisca così morbosamente su queste persone perchè credono nei mezzi miracoli, ovvero, non credono che Dio possa far resuscitare i morti ma "solo" far uscire le persone dal coma. Per gli stessi motivi per cui a Lourdes, tra gli ex-voto, si vedono molte stampelle ma nessuna protesi.