Avevo intenzione di scriverne da tempo, da una parte perché qui sono avvenuti fatti gravissimi, dall’altra perché mi capita spesso di sentire luoghi comuni decisamente fuori luogo e stereotipati.
L’input mi è stato dato da questo blog: http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/05/05/mezzi-uomini-spazzatura-storie-di-gay-prostituzione-morte-e-rinascita dove viene descritta una realtà gay da me quasi totalmente sconosciuta e devo dire che mi ha sorpreso parecchio.
Mi viene spesso detto che se la Sardegna è invivibile per un gay è perché c’è una mentalità chiusa, in realtà non è né più né meno omofoba delle altre regioni, il problema di fondo è quello più evidente: la Sardegna è isolata geograficamente ed è scarsamente abitata, questo vuol dire che sono poche occasioni per conoscere altri gay e sono sempre gli stessi, sempre le stesse facce che ritrovi in quel locale, in quella discoteca e nei profili internet. Infatti, quando ho conosciuto qualcuno, è capitato sempre che questo conoscesse qualche altro ragazzo che già avevo conosciuto in precedenza.
Ci sono dei giri di amicizie di ragazzi che sembrano fotocopie l’uno dell’altro e coi quali non ho nessuna affinità culturale (nel senso che questi ragazzi mi troverebbero noioso), e sono dei giri così ristretti che li individui facilmente anche su facebook.
Per me è ancora più difficile rispetto a chi vive in città perché vivo in un paesino, dove comunque i gay esistono anche se camuffati. Pare che ci siano anche coppie fisse da anni.
Le distanze fanno diventare difficile perfino organizzarsi per incontrarsi, perché spesso l’altro ragazzo viveva in un altro paesino a centinaia di chilometri. Quindi immaginare di avere una storia diventa irrealistico, considerando poi che si viene snobbati anche da gente che ti dice disperata “ io non ho amici gay, tu saresti il primo” si può capire quanto io non mi illuda più.
