Coeranos - discorsi d'oltremare

Nelle fonti di Castalia dell'isola d'Ichnusa il mite Coeranos vive sognando arabeschi e strali d'argento (e un ragazzo tutto per me)

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Come un attore di teatro costretto a fare la comparsa in un film commerciale, ma continua a recitare nel suo mito greco... - Mail e Msn: coeranos@hotmail.it

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venerdì, 22 maggio 2009

Essere gay in Sardegna

Avevo intenzione di scriverne da tempo, da una parte perché qui sono avvenuti fatti gravissimi, dall’altra perché mi capita spesso di sentire luoghi comuni decisamente fuori luogo e stereotipati.

L’input mi è stato dato da questo blog: http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/05/05/mezzi-uomini-spazzatura-storie-di-gay-prostituzione-morte-e-rinascita dove viene descritta una realtà gay da me quasi totalmente sconosciuta e devo dire che mi ha sorpreso parecchio.

Mi viene spesso detto che se la Sardegna è invivibile per un gay è perché c’è una mentalità chiusa, in realtà non è né più né meno omofoba delle altre regioni, il problema di fondo è quello più evidente: la Sardegna è isolata geograficamente ed è scarsamente abitata, questo vuol dire che sono poche occasioni per conoscere altri gay e sono sempre gli stessi, sempre le stesse facce che ritrovi in quel locale, in quella discoteca e nei profili internet. Infatti, quando ho conosciuto qualcuno, è capitato sempre che questo conoscesse qualche altro ragazzo che già avevo conosciuto in precedenza.

Ci sono dei giri di amicizie di ragazzi che sembrano fotocopie l’uno dell’altro e coi quali non ho nessuna affinità culturale (nel senso che questi ragazzi mi troverebbero noioso), e sono dei giri così ristretti che li individui facilmente anche su facebook.

Per me è ancora più difficile rispetto a chi vive in città perché vivo in un paesino, dove comunque i gay esistono anche se camuffati. Pare che ci siano anche coppie fisse da anni.

Le distanze fanno diventare difficile perfino organizzarsi per incontrarsi, perché spesso l’altro ragazzo viveva in un altro paesino a centinaia di chilometri. Quindi immaginare di avere una storia diventa irrealistico, considerando poi che si viene snobbati anche da gente che ti dice disperata “ io non ho amici gay, tu saresti il primo” si può capire quanto io non mi illuda più.

postato da: coeranos alle ore 17:46 | link | commenti (11)
categorie: coeranos, cose gay

Commenti
#1    22 Maggio 2009 - 18:25
 
Ciao, blogger. L'associazione culturale Onlus I-Generation t'invita a condividere l'emozione del ricordo del 23 maggio 1992 (Strage di Capaci) sul nostro blog e su Facebook. Perché riteniamo che sia neccessario colpire anche i principi essenziali di Cosa Nostra, come il calpestamento della dignità individuale, della meritocrazia e del talento, attraverso la promozione dei valori fondamentali per la nostra società, e lo sviluppo in senso comunicativo e democratico degli strumenti messi a disposizione dal web, partendo dal racconto comune di come abbiamo vissuto quel triste giorno di 17 anni fa.

www.associazioneigeneration.it

http://www.facebook.com/event.php?eid=106378654745

Saluti.

Associazione culturale Onlus I-Generation
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#2    25 Maggio 2009 - 10:57
 
Sai, sono in condizioni simili alle tue. E il fatto di vivere nel cuore del triangolo industriale non aiuta, se le distanze, come nel mio caso, non sono costituite dai chilometri ma da ostacoli logistici e lavorativi. Una relazione seria e stabile come mi piacerebbe diventa molto complicata da costruire e da mantenere; e in più la sofferenza di conoscere "uomini della mia vita" perfetti per realizzare i miei sogni, che però, per questi motivi, non potranno farlo.
Comunque, caro Coe, la vita è imprevedibile: giusto non farsi illusioni, ma anche non disperare.
Un bacio.

Gan
utente anonimo

#3    26 Maggio 2009 - 23:00
 
ah ma non dispero! semplicemente baso la mia vita su altro
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#4    27 Maggio 2009 - 09:42
 
si ma il punto quindi qual'è?
utente anonimo

#5    27 Maggio 2009 - 23:04
 
uhm, il punto... beh alla fine questo mio post è una risposta ad alcune domande che mi sono state poste dopo avermi fatto leggere il blog e avermi chiesto "ma in sardegna è così?" e scrivo di quella che è la mia esperienza personale.
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#6    04 Luglio 2009 - 10:08
 
Condivido. Esatta fotografia dell'essere gay in Sardegna. Ciao. JS
utente anonimo

#7    05 Luglio 2009 - 14:49
 
grazie per essere passato qui, chiunque tu sia...
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#8    08 Luglio 2009 - 23:35
 
Grazie a te Coeranos per la tua analisi realistica dei fatti. La mentalità è l'effetto e non la causa, anche se poi con questa interagisce e finiscono per potenziarsi a vicenda (a nostro danno).

Mi permetto di aggiungere un'ulteriore riflessione rispetto a quanto hai scritto. L'anonimato, che è croce e delizia del vivere nelle grandi realtà cittadine, paradossalmente favorisce di più l'aggregazione tra omosessuali, mentre noi, in Sardegna, sopportiamo il peso opprimente di un controllo sociale che non lascia scampo, nei paesi come nelle città, che rimangono pur sempre provinciali e ottuse.

Detto questo, devo aggiungere che è tremendamente difficile lasciare la Sardegna per chi, nonostante tutto, la ama dal profondo del cuore.

E' dura, ma non perdiamoci d'animo.

Un caro saluto. James
utente anonimo

#9    12 Luglio 2009 - 01:28
 
verissimo, non a caso buona parte dei miei amici gay vive fuori dalla sardegna, e se mi trasferissi a roma, ad esempio, avrei già un gruppo di amici, anche se poi avrei tanta nostalgia di casa...
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#10    14 Settembre 2009 - 09:45
 
si, purtroppo è così; un milione e mezzo di persone spalmate in un territorio molto vasto rendono pressochè impossibili gli incontri; io di olbia non farei mai 300 chilometri per andare a conoscere qualcuno ... e qui cosa c'è? E' pieno di bisex, o presunti tali, che hanno paura anche della propria ombra, figuriamoci affrontare una relazione; qui si possono vivere solo situazioni mordi e fuggi, bisogna solo prenderne atto.
utente anonimo

#11    30 Settembre 2009 - 18:57
 
già, ho saputo che la situazione ad olbia è quella.
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