Coeranos - discorsi d'oltremare

Nelle fonti di Castalia dell'isola d'Ichnusa il mite Coeranos vive sognando arabeschi e strali d'argento (e un ragazzo tutto per me)

Chi sono

Utente: coeranos
Nome: coe ranos
Come un attore di teatro costretto a fare la comparsa in un film commerciale, ma continua a recitare nel suo mito greco... - Mail e Msn: coeranos@hotmail.it

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 17 ottobre 2009

Stanco e solo

Cosa mi succede in questi giorni… Ho passato l’estate a lavorare e studiare per un esame molto difficile che ho passato qualche giorno fa, avevo la mente impegnata ed ora mi ritrovo a pensare a fatti, di mesi e anni fa, che pensavo di aver chiuso definitivamente; invece mi rendo conto di averli soltanto messi da parte. Non è una buona cosa, perché mi rendo conto di essermi illuso di aver affrontato un percorso ed invece non è cambiato proprio niente in metà della mia vita. La verità è che i problemi interiori non si risolvono, si dimenticano, si nascondono con mille impegni, ma rimangono sempre lì e prima o poi tornano fuori. So già cosa bisogna fare e cioè imparare a conviverci, fare in modo che i propri problemi non finiscano per condizionarci la vita. Ma è troppo difficile, è sconfortante pensare che buona parte dei miei problemi siano causati dall’indifferenza e la cattiveria che ho subito, dal non aver avuto amici per un lungo periodo, dai miei genitori opprimenti che pensando di aiutarmi mi hanno reso la vita più difficile togliendomi l’unica cosa di cui avessi veramente bisogno: la tranquillità, e da tutte quelle persone che mi hanno trattato come uno straccetto usandomi quando faceva comodo e mettendomi da parte quando non servivo più, passando coi loro piedi sporchi sui miei sentimenti come fosse una cosa di nessuna importanza. La cosa curiosa è che praticamente chiunque al mio posto avrebbe un’autostima pari a zero, ed invece per me non è così, perché ci sono cose che sono inattaccabili dagli altri, quel giardino incantato del mio mondo insomma, che non risente di tutto ciò che avviene fuori. Ma mi fa una rabbia quando io dimostro di tenere al rapporto umano con qualcuno e questo lo getta via come fosse niente, e pure il rimpianto di non aver mandato a fanculo persone che lo meritavano.

In poche parole, i miei problemi riguardano il rapporto tra me e gli altri, non quelli con me stesso, nemmeno con l’omosessualità, che non è problema, al massimo causa problemi come quello di impedire un certo dialogo coi miei genitori che non sono mentalmente in grado di capire e quello di non trovare un ragazzo per i motivi che ho spiegato tempo fa.

In questo periodo mi sono sentito doppiamente stanco, per il lavoro che è stato alienante e stancante e per tutte le situazioni in cui mi ritrovo e che mi sconfortano e quella sensazione di non avere via di fuga.  E adesso che il lavoro è concluso mi ritrovo a dovermi riorganizzare da capo e doverci fare l’abitudine.

Poi mi sento solo. Ovviamente non è una novità perché con la solitudine ci convivo da sempre, ed è inevitabile quando si vive in un piccolo paese della Sardegna dove non si hanno amici. Avere amici così sparsi e lontani e vederli raramente dà una sensazione di vivere fuori dal mondo, di vedere la vita che scorre dietro ad un vetro e stare dall’altra parte a guardare senza poterci fare niente.

Ma il fatto è questo: ci sono persone che si crogiolano nel loro senso di solitudine e dicono “ma io sono sempre solo, a nessuno importa di me, tutti mi lasciano da solo” e poi sono i primi a cacciare gli altri, a rendersi indisponibili, invece io mi sono sempre sforzato di conoscere gente nuova, cercando di superare le mie paure e di affrontare il mondo. A qualcosa è servito, indubbiamente, ma non basta perché ho colmato solo in piccola parte questo vuoto affettivo.

Ma poi la colpa di questa situazione è mia e non lo è allo stesso tempo, beh non è colpa mia se ho un carattere di merda, forgiato da tante delusioni e da tante disillusioni. Però è anche mia perché ho compiuto tante scelte sbagliate.

Faccio un esempio: alle elementari avevo qualche amico della classe dove stavo, alle medie io venni messo in una classe e gli altri 3 in un'altra (una possibilità su 8 di essere così sfortunato) e così successe che ci perdemmo di vista e svanì l’amicizia. Ora potrei dire che la colpa è loro perché quando li cercavo si mostravano indifferenti. Ma si può dare la colpa a degli 11enni di allora? Non gliene do, però a causa di quegli episodi non ho amici di infanzia che avrei potuto avere se le cose fossero andate diversamente.

Vorrei andare via ma allo stesso tempo rimanere qua, perché se dovessi immaginare una mia vita ideale sarebbe qui in Sardegna, con un ragazzo che mi ami, in una villa con un giardino ENORME, con la possibilità di andare a trovare i miei amici sparsi per il continente ed un lavoro decente. Bene, tutto questo non è concretamente possibile e quindi in futuro dovrò fare delle scelte e rinunciare a qualcosa. Se voglio rimanere qua dovrò rinunciare ai sogni ed accettare di vivere in uno stato di mediocrità nel quale non mi riconosco. Se andrò via dovrò convivere con un senso di nostalgia perenne, dovrò imparare a vivere con gli altri, cosa che non ho mai imparato anche per via dell’inerzia che fa parte del mio carattere. Quindi uno stato di felicità ideale non è raggiungibile e devo cercare di stare bene comunque.

Ma poi trasferirsi è facile a parole, ma ci vogliono soldi, e tanti! Perché in una cosa il mio mondo si scontra con quello reale, nel mio mondo contano la cultura, il senso dell’arte, il valore della conoscenza scientifica; nel mondo reale conta solo una cosa: fare soldi, e par fare soldi ci vuole capacità imprenditoriale, conoscenze, visibilità… cose che io non ho.

E quindi?

 

“Per un momento io lascio la vita sospesa negli angoli, e mi abbandono all’umana certezza di essere fragili, volteggio piano nel vuoto d’amore, apro i miei occhi nel blu, di questo cielo... così… grande…”

(Patrizia Laquidara – L’equilibrio è un miracolo)

postato da: coeranos alle ore 15:27 | link | commenti (3)
categorie: coeranos
mercoledì, 30 settembre 2009

sono tornato!

finalmente mi sono liberato di alcuni impegni...
postato da: coeranos alle ore 18:50 | link | commenti (1)
categorie: coeranos
venerdì, 22 maggio 2009

Essere gay in Sardegna

Avevo intenzione di scriverne da tempo, da una parte perché qui sono avvenuti fatti gravissimi, dall’altra perché mi capita spesso di sentire luoghi comuni decisamente fuori luogo e stereotipati.

L’input mi è stato dato da questo blog: http://andreaibbamonni.wordpress.com/2009/05/05/mezzi-uomini-spazzatura-storie-di-gay-prostituzione-morte-e-rinascita dove viene descritta una realtà gay da me quasi totalmente sconosciuta e devo dire che mi ha sorpreso parecchio.

Mi viene spesso detto che se la Sardegna è invivibile per un gay è perché c’è una mentalità chiusa, in realtà non è né più né meno omofoba delle altre regioni, il problema di fondo è quello più evidente: la Sardegna è isolata geograficamente ed è scarsamente abitata, questo vuol dire che sono poche occasioni per conoscere altri gay e sono sempre gli stessi, sempre le stesse facce che ritrovi in quel locale, in quella discoteca e nei profili internet. Infatti, quando ho conosciuto qualcuno, è capitato sempre che questo conoscesse qualche altro ragazzo che già avevo conosciuto in precedenza.

Ci sono dei giri di amicizie di ragazzi che sembrano fotocopie l’uno dell’altro e coi quali non ho nessuna affinità culturale (nel senso che questi ragazzi mi troverebbero noioso), e sono dei giri così ristretti che li individui facilmente anche su facebook.

Per me è ancora più difficile rispetto a chi vive in città perché vivo in un paesino, dove comunque i gay esistono anche se camuffati. Pare che ci siano anche coppie fisse da anni.

Le distanze fanno diventare difficile perfino organizzarsi per incontrarsi, perché spesso l’altro ragazzo viveva in un altro paesino a centinaia di chilometri. Quindi immaginare di avere una storia diventa irrealistico, considerando poi che si viene snobbati anche da gente che ti dice disperata “ io non ho amici gay, tu saresti il primo” si può capire quanto io non mi illuda più.

postato da: coeranos alle ore 17:46 | link | commenti (11)
categorie: coeranos, cose gay
venerdì, 23 gennaio 2009

!

il 2009 è appena iniziato e mi ha già regalato molte emozioni!
postato da: coeranos alle ore 23:47 | link | commenti
categorie: coeranos, meccaniche celesti
giovedì, 08 gennaio 2009

zero

è finito da poche ore il countdown iniziato 100 giorni fa.

adesso devo decidere come svoltare la mia vita.

sono passati 5 anni dalla fine della mia storia...

postato da: coeranos alle ore 01:19 | link | commenti (4)
categorie: coeranos
domenica, 04 gennaio 2009

Venezia, 5 anni dopo

Cinque anni fa esatti ero a Venezia con Adone, anche allora era di domenica. A ricordare ora quei momenti sembra quasi di immaginare un’era mitologica dove tutto era emozione. Ovviamente non era così, però quando si è innamorati è come avere un motore interno che ti da una forza aggiuntiva. Per molto tempo, ogni volta che vedevo qualche immagine di Venezia, avevo un senso di nostalgia e languore, da intendere in senso positivo.

Chissà quando ci tornerò… anche perché i prossimi viaggi in Italia dovrebbero avere come destinazione Roma, Milano e la Toscana.

postato da: coeranos alle ore 17:58 | link | commenti (5)
categorie: coeranos, adone
sabato, 03 gennaio 2009

Pulizie di inizio anno...

Come già detto, l’anno scorso è stato pessimo e in questo dovrò invertire la tendenza per evitare di deprimermi. Perché, da come stanno andando le cose, rischio davvero di starci male. Come avevo detto qualche mese fa sto attraversando una situazione di lento scivolamento che non deve continuare. Tuttavia io adesso non sto male, il problema è il futuro prossimo. E’ come se sentissi l’inizio di una fase glaciale ed iniziassi a sentire i primi venti gelidi. E non so quanto durerà, se avrà un esito positivo o se sarà disastrosa come quella di sei anni fa, per cui mi ero ridotto ad uno stato pietoso che, se ci penso ancora oggi, mi rende triste.

La situazione in poche parole è questa: mi devo laureare e ci sono due possibilità o avviene prima dell’estate o dopo. Se avviene prima è meglio, così d’estate lavorerò senza l’incombenza degli esami (quest’estate è stata pessima anche per quello) e poi in autunno o inizio la specialistica o faccio un master fuori (cosa che mi piacerebbe e mi servirebbe, sia in ambito lavorativo che umano, per cambiare ambiente almeno momentaneamente). Il problema è se non riesco a laurearmi entro l’estate, perdere un anno mi darebbe fastidio.

L’ostacolo alla laurea è uno dei pochi esami che mi mancano: è un esame veramente difficile per il quale sto studiando da diversi mesi, è un inutile apprendimento di nozioni che mi saranno totalmente inutili perché non riguardano il mio campo.

Queste cose mi deprimono, a me piace studiare, ma a queste condizioni ti viene soltanto un senso di squallore e di voglia di aver già finito.

C’è anche un altro esame difficile, ma è diverso: so già che se studierò per un mese lo passerò, invece questo puoi sapere tutto ma se il professore ti vuole bocciare lo fa.

Però per dare quest’esame ho già avuto due ostacoli il primo è stato il lavoro, ve lo spiego con la telefonata ridicola del 2008, premetto che l’appello dell’esame era in un certo giorno, per cui contavo di finire di lavorare abbondantemente prima per poter studiare.

 

Coeranos: - Ciao, senti, ma quando dobbiamo finire di lavorare?

Datore (con voce scazzata): - Cosa??? Ah, perché non lo sapete?

C: - Guarda, io ho fatto i calcoli secondo il contratto e dovrei finire martedì, considerando permessi e ferie.

D: - Ma chi ti ha detto che devi finire martedì? No tu aspetti lavora fino alla fine della settimana e poi vediamo.

C: - Ma veramente…

 

Come dire: se non lo sai tu te lo devo dire io.

E’ andata a finire che ho finito di lavorare due giorni prima della data dell’appello.

Appello successivo: anticipato di tre settimane e l’ho saputo pochi giorni prima.

L’altro appello sarà a metà gennaio, avevo intenzione di darlo ma l’esame che avrei dovuto dare prima delle vacanze di Natale è stato rimandato a dopo e quindi salterò pure gennaio.

Sta di fatto che questo esame mi impedisce di fare altri programmi, come quel viaggetto che vorrei fare.

 

Poi c’è il secondo problema: uscendo poco, frequentando poche persone mi sento solo. Quello della solitudine è stato un mio problema da sempre ed, infatti, i miei due momenti di depressione sono coincisi con periodi in cui ero veramente solo. Il problema è sostanzialmente uno: vivo in un paesino dove la gente fa schifo, gli amici vivono lontani e li vedo raramente, e così le varie persone che vorrei conoscere. Se poi considero che nei momenti peggiori chi vorrei che ci fosse sparisce e chi rimane c’è solo per fare del male ne deduco che devo fare qualcosa.

Qui il problema alla base è uno: quando uno si sente solo uno cerca compagnia non per il piacere di stare assieme ma per colmare il vuoto che sente dentro.

Per cui sto agendo in modo che se conosco gente è solo per il piacere di farlo, anche per non rimanerci male quando dovessero sparire (come troppo spesso accade).

La seconda è quella di tagliare i legami con quelle persone con cui si instaura un “tiro al guinzaglio”, spiego, ci sono persone che ti cercano quando fa loro comodo e se le cerchi non ci sono mai. Bene, per queste persone sarò meno reperibile, non dico di cancellarle ma di metterle in sospensione fino a quando non cambieranno certi atteggiamenti. E se non cambieranno addio.

Poi ho già rispolverato l’indifferenzatoio, che poi è un dimenticatoio dove anziché dimenticare ci vanno le persone che meritano l’indifferenza. Ha funzionato bene qualche anno fa e l’avevo accantonato perché non mi serviva più.

Le prime persone ad esserci finite sono due che mi hanno trattato male ingiustamente e coinvolto in cose che non mi riguardavano, sarebbe bastato chiedermi scusa per evitare ciò ma evidentemente non era loro interesse.

 

Come ho già detto sono ottimista, non so perché, è una sensazione che non ha un riscontro razionale, eppure è così. Adesso vi lascio che devo mettermi il cappotto pesante, il grande freddo sta per arrivare e non sono ancora pronto…

postato da: coeranos alle ore 14:17 | link | commenti (7)
categorie: scocciature, coeranos
mercoledì, 31 dicembre 2008

resoconto di fine anno

Sarò breve.

E' stato un anno pessimo, specialmente se confrontato con il 2007 che è stato molto bello. Ma non è tutto da salvare, ho fatto belle conoscenze ed ho avuto qualche soddisfazione...

Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini, anche se non fisicamente, in particolare i ragazzi del gay-forum.

postato da: coeranos alle ore 01:32 | link | commenti (2)
categorie: coeranos
sabato, 27 dicembre 2008

stranamente ottimista

-11 alla fine del countdown

questo 2008 è stato per me un anno brutto come non ne capitavano da tempo, a parte alcune persone conosciute e qualche soddisfazione musicale ho ben poco da ricordare...

però sono stranamente ottimista per il prossimo anno!

postato da: coeranos alle ore 21:06 | link | commenti
categorie: coeranos
venerdì, 10 ottobre 2008

Coeranos Furioso

Eh sì, per una volta dopo non so quanti anni è capitato anche a me di arrabbiarmi. Non ne parlerò sul blog. Chiedo solo un po' di comprensione.
postato da: coeranos alle ore 20:54 | link | commenti (2)
categorie: scocciature, coeranos